mercoledì 23 marzo 2016

Affidamento esclusivo del minore a un solo genitore

Per ottenere l’affidamento esclusivo è necessario provare come l’esercizio congiunto della responsabilità genitoriale possa rappresentare un pericolo per il minore. La legge stabilisce, pur senza individuare i singoli casi, che l’affidamento esclusivo sia l’eccezione, mentre quello condiviso sia la regola da applicare alla generalità dei casi. Il giudice decide quale delle due forme di affido prediligere solo sulla base dell’interesse del minore. 
Egli è libero di valutare caso per caso se l’affidamento dei figli ad entrambi i genitori possa essere di pregiudizio o meno per il minore. In ogni caso, il provvedimento con cui si dispone l’affidamento esclusivo ad un solo genitore deve essere sempre motivato. 
Pertanto, in assenza di norme specifiche che regolino la materia, si possono individuare, sulla scorta dei casi giudiziari più noti sino ad oggi verificatisi, le seguenti ipotesi in cui non è possibile disporre l’affidamento condiviso: 
1. Disinteresse verso il figlio, mancato sostegno alla sua crescita e al suo sostentamento anche in termini materiali, ovvero nel caso in cui non si sia mai versato l'assegno di mantenimento o in caso di gravi abusi, violenze. 
2. Se il genitore non affidatario è rimasto assente e non si è costituito nel giudizio di separazione e, pertanto, non ha rivendicato il suo diritto ad esercitare il suo ruolo genitoriale né ha chiesto l’affido condiviso. 
3. Critiche all'altro genitore, il fatto di sminuire la figura dell’ex marito o dell’ex moglie agli occhi del figlio causando l’inasprimento dei rapporti, non solo può essere la base per una domanda di affidamento esclusivo, ma può anche comportare la richiesta di sanzioni e un risarcimento del danno. Pertanto, il presupposto per l'affidamento esclusivo è assolutamente riscontrabile nel comportamento gravemente screditatorio che un genitore mette in atto nei confronti dell’altro, ma anche nei casi di violenza sulla madre in presenza dei bambini, quando questi ne abbiano subito un trauma. 
4. Affidamento a terzi, infine, non si può tralasciare l’eventualità che vi sia un’impossibilità temporanea o definitiva dei genitori ad essere individuati come affidatari a causa di malattie, di dipendenze o altre motivazioni. In questi casi, secondo la tesi più accreditata, si ritiene che il Giudice potendo adottare “ogni altro provvedimento nell’interesse dei figli”, sia pienamente legittimato a disporre, se necessario, l’affidamento a terze persone.
 E' chiaro che, nel caso dei figli naturali, ovvero nati fuori dal matrimonio, si possono ritenere validi gli stessi presupposti impiegati per i figli nati all'interno del matrimonio nel caso venga richiesto l'affidamento esclusivo del figlio. Inoltre a seguito di un'importante riforma i figli naturali hanno gli stessi diritti dei figli legittime quindi qualsiasi differenza possa esserci stata in passato ora non è più da prendersi in considerazione. Si precisa che l'affidamento esclusivo dei figli non determina il decadere della responsabilità genitoriale del genitore che perde la custodia dei minori e ciò significa che anche in regime di affidamento esclusivo sia la madre che il padre hanno entrambi in capo la responsabilità genitoriale, fatto che permette di avere peso nelle decisioni più importanti riguardo la vita del figlio. Solo nel caso in cui uno dei due genitori decada dalla responsabilità genitoriale, l'altro avrà il diritto di decidere da solo per il figlio anche nelle questioni più rilevanti, ma si tratta di un'ipotesi che non è conseguenza diretta dell'affidamento. 
Ad ogni modo, la richiesta di affidamento esclusivo,che può essere avanzata da ciascuno dei genitori al giudice, deve essere sufficientemente motivata: vanno cioè indicate le ragioni che rendono incompatibile, con l’interesse del minore, l’affidamento a quel determinato genitore. La legge, però, per evitare intenti vendicativi o ricattatori, punisce il genitore che, senza fornire adeguate motivazioni, chieda al giudice l’affidamento esclusivo. Infatti, se il giudice riterrà la richiesta manifestamente infondata potrà valutare se estromettere quel genitore dall’affidamento e se condannarlo, in caso di malafede o colpa grave, al risarcimento del danno. Il legislatore, inoltre, non precisa come deve essere regolato l’affidamento esclusivo, come deve avere luogo il mantenimento, il diritto di visita, l’assegnazione della casa coniugale. 
È il giudice a doverlo stabilire. Il giudice dovrà, a seconda del caso, indicare le modalità e la frequenza del diritto di visita del genitore non affidatario. Se necessario per l’interesse e la salute psicofisica del minore, potrà adoperare alcune cautele, quali ad esempio la presenza di un operatore dei Servizi Sociali durante gli incontri tra il genitore e il figlio minore. 
Quanto, infine, alle decisioni di maggiore interesse per la vita del figlio, la legge non precisa se queste debbano essere assunte di comune accordo da entrambi i coniugi anche nell’ipotesi di affido esclusivo. Tuttavia, l’orientamento dei giudici sembra essere favorevole al principio secondo cui il genitore non affidatario non debba essere estromesso da tali decisioni, deve rimanere vivo il suo diritto a mantenere un rapporto equilibrato con il figlio.

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